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Reading the Muqarnas Ceiling of Palermo's Palatine Chapel
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Leggere il soffitto a muqarnas della Cappella Palatina di Palermo

Sopra i mosaici della Cappella Palatina di Palermo c'è il più antico soffitto ligneo a muqarnas conservato. Come leggerlo, chi probabilmente lo dipinse e come vederlo.

Chi entra nella Cappella Palatina, all'interno del Palazzo Reale di Palermo, di solito passa il tempo a guardare i mosaici. Si capisce: il ciclo bizantino d'oro che riveste pareti, cupola e absidi è la prima cosa che l'occhio trova. Ma il soffitto ligneo della navata, intagliato, montato e dipinto nel XII secolo, merita almeno altrettanta attenzione, e ripaga uno sguardo più lento di quello che gli si concede di solito.

Che cos'è un muqarnas

Il muqarnas è una copertura composta da piccole celle simili a stalattiti, disposte su più ordini, che fanno sembrare un soffitto piano una sorta di alveare. Si sviluppa nel mondo islamico a partire più o meno dal X e XI secolo e si diffonde tra Iran, Iraq, Egitto e Nord Africa, usato per raccordare gli angoli, riempire le cupole e rivestire i soffitti di palazzi e moschee.

Quello della Cappella Palatina è il più antico soffitto ligneo a muqarnas giunto fino a noi. Secondo lo storico Jeremy Johns è anche l'unico soffitto dipinto in legno di un palazzo del mondo islamico anteriore al XIII secolo a essersi conservato in modo pressoché completo. Che copra la navata di una cappella reale cristiana è proprio il punto.

Come arrivò a Palermo

Il palazzo non era nuovo quando Ruggero II divenne re. Il suo primo nucleo era un edificio fortificato di epoca araba, che i sovrani normanni ricostruirono e ampliarono. Ruggero fu incoronato il giorno di Natale del 1130 e la cappella seguì nei primi anni Trenta del secolo: la data che si cita di solito è quella di un diploma di fondazione del 1132. La cappella fu dedicata nel 1140 e un'iscrizione musiva datata al 1143 mostra che a quel punto l'edificio era finito, mentre la decorazione era ancora in corso. Parte dei mosaici fu completata solo sotto i suoi successori.

Il regno di Ruggero funzionava in tre lingue, e i documenti regi venivano redatti in greco, latino e arabo. La cappella rispecchia la stessa corte: mosaicisti bizantini per le pareti, liturgia latina all'altare e un soffitto islamico in alto.

Chi abbia realizzato il soffitto è ancora oggetto di discussione. L'ipotesi più accreditata, sostenuta da Johns, è che sia stato dipinto da artisti musulmani formatisi nell'Egitto fatimide, il califfato sciita ismailita che governava dal Cairo, arrivati a Palermo intorno al 1140. Altri studiosi hanno proposto pittori di tradizione iranica, oppure maestranze già attive in Sicilia. Gli indizi a favore dell'Egitto sono di natura stilistica, ed è per questo che la formula corretta resta "probabilmente".

Che cosa mostra il soffitto

Alzando lo sguardo, la struttura si ordina in una sequenza di grandi stelle a otto punte inserite tra ordini di celle a muqarnas. Dentro le stelle e lungo le celle si contano centinaia di piccole scene dipinte: figure a banchetto, musicisti, danzatrici, lottatori, cavalieri, scene di caccia, leoni, elefanti e altri animali, oltre a molta decorazione geometrica e vegetale. Attorno alle stelle corrono iscrizioni arabe in caratteri cufici, auguri di fortuna, prosperità e salute per il sovrano.

Il tema è la vita di corte: il banchetto, la musica, la caccia. Sul soffitto non c'è nessuna scena cristiana. È il vocabolario di una sala principesca islamica, collocato da un re cristiano sopra uno spazio in cui lui stesso compariva in maestà, sulla pedana del trono sul lato ovest.

Che cosa ci dice

Gli storici leggono di solito il soffitto come una dichiarazione sulla regalità, più che come una decorazione scelta solo per la sua bellezza. Ruggero governava sudditi di lingua greca, latina e araba, e prese in prestito il linguaggio visivo delle corti più prestigiose del Mediterraneo, tra cui Costantinopoli e il Cairo, per presentarsi come loro pari. Le iscrizioni augurano bene al sovrano con formule che i funzionari e i visitatori arabofoni avrebbero riconosciuto subito.

È per questo che il periodo viene studiato come una categoria a sé. Non si tratta semplicemente di "normanni che assorbirono influenze islamiche", né di "musulmani sopravvissuti al dominio normanno". Per tutta la durata del regno normanno, dal 1130 al 1194, tradizioni diverse lavorarono dentro la stessa corte e, in questa cappella, sotto lo stesso tetto.

Come guardarlo

Qualche indicazione pratica:

  • Concedete agli occhi un minuto. Entrando dal cortile la cappella può sembrare in penombra; i dettagli del soffitto emergono una volta abituata la vista.
  • Partite dal centro della navata e guardate dritto in alto per leggere lo schema generale di stelle e ordini, poi spostatevi lungo le pareti laterali per vedere le celle dipinte di scorcio.
  • Portate un piccolo binocolo o usate lo zoom del telefono. Molte figure sono piccole e lontane, e il dettaglio sta nei volti, negli strumenti e negli animali.
  • Non trascurate le navate laterali. Anche i loro soffitti sono dipinti, con uno schema diverso e più semplice.
  • Se potete, evitate le ore di maggiore affollamento: in una sala meno piena è molto più facile fermarsi e guardare in alto.

La cappella si visita all'interno del percorso del Palazzo Reale, gestito dalla Fondazione Federico II. Gli orari cambiano a seconda del giorno della settimana, non tutte le aree del palazzo sono aperte ogni giorno e la cappella può chiudere del tutto o in parte con poco preavviso per motivi religiosi o istituzionali, oppure per lavori di restauro. Verificate gli orari aggiornati e acquistate i biglietti sul sito ufficiale della Fondazione prima di andare.

Il programma delle tre cattedrali

La Cappella Palatina va vista insieme ad altre due committenze regie: la cattedrale di Cefalù, iniziata da Ruggero II nel 1131, e il duomo di Monreale, avviato da Guglielmo II nel 1174. Nel 2015 l'UNESCO le ha iscritte tutte e tre nel sito Patrimonio dell'Umanità "Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale". Vederle in sequenza, in una o due giornate, è il modo più chiaro per capire di che cosa facesse parte il soffitto. Una giornata arabo-normanna privata si può organizzare su richiesta tramite la pagina dei tour, oppure potete costruirla da soli con il servizio chauffeur a ore, scegliendo voi l'ordine.

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